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Rassegna stampa

Agli insulti non ci sto - 14 dicembre 2013

Monteceneri «Agli insulti non ci sto»
Il municipale socialista Giacomo Bassi spiega il motivo per cui ha deciso di dimettersi «Violenza verbale e vandalismi contro l'autorità comunale. Mi sacrifico per dire basta»

Corriere del Ticino del 14 dicembre 2013


GIULIANO GASPERI
■ «In quarant'anni di politica non ho mai visto una cosa del genere». C'è delusione e incre­dulità nelle parole di Giacomo Bassi , classe 1938, municipale socialista di Monteceneri che da poco si è dimesso dalla carica. La «cosa» a cui si riferisce è la serata informativa del 5 dicem­bre sulla ripianificazione del ri­one Stazione di Rivera. «Dal pubblico sono partiti insulti ver­so il sindaco e pure verso l'inge­gner Rovelli, il pianificatore, che non c'entrava nulla. Gli hanno detto “torna a casa!”, “prendi i tuoi rotoli e mettiteli in quel po­sto”... Poi hanno accusato il col­lega Oleggini di avere interessi personali in questo progetto, invece non è assolutamente ve­ro: roba da denuncia penale. A un certo punto il sergente della polizia comunale ha cercato di calmare gli animi, ma anche lui è stato preso a male parole. “Vai fuori dai piedi, non ci fai paura!”. Scandaloso... La mia generazio­ne lottava con rispetto». Chi protestava e perché? «Erano persone che in politica non si sono mai viste: non sono d'ac­cordo a pagare i contributi per il miglioramento del comparto, come impone la legge, e dicono che la nuova pianificazione ostacolerebbe alcuni loro pro­getti già partiti, causando danni milionari. Fra chi ha alzato la voce e insultato più di tutti - fa notare il municipale - ci sono cittadini i cui terreni, dieci anni fa, con una modifica del Piano Regolatore sono passati da un valore di 10 a uno di 700 franchi al metro quadrato senza una minima partecipazione da parte loro, mentre oggi con la nuova legge sarebbero tenuti a farlo. La cosa che mi ha fatto più male però non sono stati i facinorosi, bensì gli applausi di altri cittadi­ni presenti».
Bassi ricorda che nei primi mesi l'Esecutivo poteva lavorare be­ne, poi man mano il clima ester­no si è deteriorato, toccando forse il punto più basso qualche giorno fa con il taglio delle gom­me ai municipali (Aurelio Scer­pella aveva l'auto in garage e si è salvato, mentre a Bassi ne sono state bucate otto: le sue e quelle della moglie). «Mi sacrifico per dire basta a questa situazione: è l'ultimo mio contributo. Ora mi occuperò di più della mia fami­glia e leggerò tutti i libri che non sono riuscito a leggere. Ho sa­puto anche delle macchine riga­te ai municipali di Taverne... Avanti di questo passo, nessuno si metterà più a disposizione». A tal proposito, il gruppo Sociali­sti-Verdi-Indipendenti si riunirà settimana prossima per discute­re sulla sostituzione di Bassi. Il primo subentrante è Carlo Sol­dini , che però non ha ancora deciso se confermare la dispo­nibilità. «Sto valutando, non so­no sicuro. Dalle elezioni è pas­sato un anno e mezzo e possono essere cambiate delle cose. Pau­ra del clima attorno al Munici­pio? No, se non entrerò non sarà per questo motivo. Quello che è successo però è grave».
«La Lega ci marcia»

«Non mi sembra vero che Bassi abbia dato le dimissioni e mi rincresce molto - ci scrive il col­lega municipale del PPD Aure­lio Scerpella - Con lui avevo una particolare intesa, già nel gruppo di lavoro per l'aggrega­zione ed in seguito in Munici­pio. Rispetto la sua decisione perché si tratta di un segnale forte, che ha voluto dare per de­nunciare il degrado del dibattito politico all'esterno dell'Esecuti­vo. Operando nel rispetto delle leggi, non sempre possiamo ac­contentare tutti, ma questo non deve legittimare nessuno alla mancanza di rispetto della per­sona e alle minacce». Infine una stoccata alla Lega: «Per loro è facile sfruttare queste situazioni per mettere sempre in cattiva luce l'operato del Municipio».
«Non è colpa nostra»

Alla serata informativa c'era an­che il leghista Domenico Ber­tolino , che difende il suo movi­mento dalle critiche. «La gente era esasperata, ma non è la Lega che la esaspera. Il Municipio ha impostato male il progetto: è partito su richiesta di 5 persone, ma ce n'erano 140 contrarie che non sono state interpellate. Cli­ma degenerato? Il moderatore, il municipale Oleggini, aveva un atteggiamento che sembrava di sfida e gli animi si sono scaldati. È vero che qualche “vaffa” è par­tito, ma più di quello no. Come Lega - precisa Bertolino - ab­biamo solo detto che il progetto così com'è non sta in piedi e che lo contrasteremo con un refe­rendum. Ci dissociamo da van­dalismi e da qualsiasi tipo di violenza. Ci sono tutti i mezzi istituzionali per opporsi, biso­gna sfruttare quelli».