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Rassegna stampa

L'utilità dell'inutile - 26 novembre 2013

di Aldo Bertagni (La Regione Ticino del 26 novembre 2013)

A volte è bene mettersi dall’altra parte del tavolo. Per capire, intendiamo. È opportuno guardarsi con gli occhi di chi ti guarda. In politica poi, cambiare prospettiva è persino pericoloso perché uno rischia di ritrovarsi assai diverso da come s’era sin lì immaginato. Chissà se ogni tanto capita anche ai deputati che ieri in Gran Consiglio hanno approvato l’amnistia fiscale cantonale. Un voto quasi unanime. Roba più unica che rara nel parlamento ticinese. Un voto da trattare con rispetto più del solito perché una maggioranza così netta finisce col mettere in serio imbarazzo la minoranza – a questo punto – un po’ tarda, lenta di comprendonio come dicevano i maestri di una volta. Muoviamoci dunque, in questa breve analisi, col rispetto del caso.

Entrando in materia, come dicono loro in parlamento, ci pare di poter dire che con l’approvazione dell’amnistia fiscale la folta maggioranza in Gran Consiglio ha confermato “L’utilità dell’inutile”, giusto per citare un recente saggio di Nuccio Ordine (Bompiani). Eh già, perché preso così come si presenta il condono appare francamente inutile ai più; peggio, assai dannoso sotto il profilo pratico, amministrativo, sociale, etico e persino istituzionale. Dunque inutile alla causa così tanto celebrata ieri pomeriggio in parlamento, con un pizzico di demagogia (ci sia concesso), così come ha ben dimostrato la consigliera di Stato Laura Sadis, pur d’accordo con la misura. Eh già, perché la foglia di fico che accompagna l’amnistia (un Fondo per il lavoro, ma non s’è capito bene come) in realtà servirà a poco, dato già quanto si fa nel settore e quanto si dovrebbe fare – orientamento, merito, capacità, salari poco competitivi – a prescindere dagli aiuti statali. Dove sta dunque l’utilità dell’inutile? La risposta è squisitamente politica; poco pratica, come vorrebbero invece farci credere gli uomini del ‘fare’. Seguiteci.

Sempre ieri, guarda caso, è stata varata la ristrutturazione del sistema che permette di sussidiare i premi di cassa malati: grazie alla riforma (un vero e duraturo giro di vite), lo Stato dal prossimo anno verserà ai cittadini circa il 9 per cento in meno della massa complessiva oggi erogata. Questa mattina in Commissione della gestione si darà via libera al messaggio sul freno al disavanzo con la clausola-capestro che prevede la maggioranza dei due terzi per l’approvazione del coefficiente fiscale (moltiplicatore d’imposta cantonale). Detta altrimenti, si vara nei fatti il precedente messaggio – voluto a suo tempo dall’ex consigliera di Stato Marina Masoni – che prevedeva solo il freno alla spesa. Come dicono gli inquirenti giudiziari? Tre indizi fanno una prova. Il taglio ai sussidi dei premi delle casse malati, il freno alla spesa, l’amnistia fiscale. Eccoli qui. Tre indizi che ci portano dritti dritti verso un rinato e compatto fronte di centrodestra, con la Lega dei Ticinesi che ha finalmente trovato il suo alveo naturale; non deve più nascondersi fra le fronde del populismo. Ne prendiamo atto e ci prepariamo al peggio. Torneranno le barricate, ma è quello che si vuole a quanto pare.