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Rassegna stampa

Persone non cose, fuori le idee - 20 novembre 2013

di Matteo Caratti (La Regione Ticino del 20 novembre 2013)

Pensavamo di aver toccato il fondo con la campagna dell’Udc. E invece no: i frontalieri continuano a fungere da capro espiatorio, diventando ora anche argomento di una contesa politica di bassa lega fra i partiti con responsabilità di governo. Una contesa che non porta a nulla, proprio quando a mancare sono invece le idee, le soluzioni concrete. Tra sabato e domenica i ‘frontaliers’ – per usare un simpatico termine – sono stati oggetto di un botta e risposta fra i vertici del Plr e della Lega. Rocco Cattaneo dal Conza ha invitato i leghisti dalle mille promesse mai mantenute ad abbassare il numero dei frontalieri, a fare il primo passo licenziando quelli assunti nelle loro ditte. Un’uscita che ha strappato un facile applauso ai delegati. Detto per inciso, fra chi applaudiva, ci sarà stato anche qualche liberale con qualche frontaliere nella sua azienda! D’altra parte, Bignasca ha risposto di averne appena licenziati alcuni. Domandina semplice semplice: ma stiamo parlando di cose o di persone? Indubbiamente di persone che offrono il loro lavoro legalmente e legittimamente a imprenditori svizzeri che li hanno assunti regolarmente. Che hanno costruito, per esempio, molti immobili, asfaltato molte strade… per i Bignasca e certamente anche edificato il parco acquatico a Cattaneo. E allora, di che cosa state parlando? Di persone, che vengono qui facendosi ore e ore in auto ogni giorno anche perché qualcuno come voi li ha assunti. Se però il loro numero crescente sta diventando sempre più un problema, perché non si può pretendere che arrivino solo braccia pronte a fare unicamente i lavori più umili, senza creare problemi a chi qui risiede e cerca lavoro perché i prezzi della manodopera scendono sempre più, e perché i frontalieri qui guadagnano, pagano le imposte alla fonte, ma poi spendono altrove, allora se state al governo (liberali e leghisti) cercate una soluzione. Cervello e pragmatismo. Ci si chieda ad esempio in quali settori è importante per la nostra economia occuparli (ospedali, case per anziani, edilizia,...), in quali altri è bene che ora si occupino i nostri figli, abituandoli – ma sta a noi cambiare cultura – a fare anche certi lavori che non eravamo pronti a svolgere sino a ieri, ma che adesso, a causa della crisi… Ci si chieda poi anche in quali settori si investe qui in Ticino solo sui frontalieri, sprecando spazi, facendo guadagnare solo qualche impresario alla Bignasca che tira su i muri delle aziende e il solito notaio che fa il solito rogito e poi basta. Mentre per la comunità, a conti fatti, si creano più costi che altro, perché si intasano e consumano le strade e si inquina col viavai. E si abbia quindi il coraggio di trovare un modo per dire di no a quel genere di ditte. Di dire che il nostro territorio è ristretto e che desideriamo puntare maggiormente sul valore aggiunto, su posti di lavoro di livello che pagano salari interessanti anche per i residenti. Siccome la Lega non lo fa e non lo farà, caro Cattaneo dimostri lei al Bignasca di turno che il Plr è capace di prendere in mano la patata bollente. E dimostri nei fatti e non con le battute fuori spartito, che il Plr – partito serio e responsabile – è in grado di trovare rimedi veri al problema. Vedrà che poi il ceto medio le sarà grato, anche alle urne!