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Rassegna stampa

Le nuove carte del PLR - 18 novembre 2013

di Matteo Caratti (La Regione Ticino del 18 novembre 2013)

In un Conza gremito e attento, i vertici del Plr hanno segnato l’inizio di una svolta. A partire dal metodo scelto: non più ex cathedra. Il che non è poco, per un partito abituato a vincere e, di fatto, a chiedere all’elettorato una delega per governare durante il quadriennio, senza dover render conto più di quel tanto, se non alla vigilia di un’elezione. Ora, invece, spinti dal bisogno di invertire la tendenza al ribasso, il presidente Cattaneo, la ministra Sadis e il capogruppo Vitta hanno cambiato approccio. Il congresso è diventato occasione, quasi pedagogica, per spiegare cosa hanno fatto e cosa intendono fare nella prossima metà della legislatura, in governo e in parlamento, mostrando, se necessario, anche i muscoli. Le spiegazioni hanno trovato complementi anche in sala, come il documento firmato Sadis intitolato ‘bilancio politico di metà legislatura’. Un altro passo avanti verso la base è stato segnato aprendo un dibattito a ruota libera fra i tantissimi delegati accorsi e il terzetto Cattaneo-Sadis-Vitta. Una fertile occasione per esprimere suggestioni e porre domande ai vertici. Passando dal metodo ai contenuti, ecco la novità: il Plr ha oggi un chiaro antagonista. Era ora! Si chiama Lega. Una scelta non scontata, visto che in questi anni il nemico erano soprattutto il Ps (quando c’era Masoni e Pesenti non faceva i compiti), a fasi alterne il Ppd (soprattutto per i radicali con la messa in pericolo del primato della scuola pubblica), ma la Lega – per tanto tempo ritenuta una costola del Plr – non era mai stata indicata quale avversario politico numero uno, anzi. Taluni sognavano forse di andarci a merenda e a braccetto. Poi sono stati mangiati e da lì qualcosa è cambiato. Oggi è invece il movimento da cui distanziarsi: perché ha strappato la maggioranza relativa e poi perché il metodo liberale, che non sfugge alla responsabilità anche quando governare è impopolare, è agli antipodi rispetto alla potente demagogia leghista. Bello sentire riaffermare la differenza: di stile ma soprattutto di sostanza. Peccato che ce se ne accorga così chiaramente con vent’anni di ritardo e di degrado politico. In questo contesto il partito sarà dunque costretto ancor più a tessere di volta in volta le necessarie alleanze.

Per entrare con successo nella nuova era, il Plr dovrà poi sciogliere un altro nodo: quello della comunicazione quotidiana e settimanale. Perché, passato il congresso, dimostrato di saper svolgere un buon lavoro, preso anche atto che le idee interessanti ci sono, bisogna anche saper informare con efficacia su quanto sta facendo il partito. Possibilmente evitando di sparare, come fatto genericamente, contro i mass media messi tutti in un calderone, per strappare qualche applauso in sala.

La democrazia non vuole una stampa codina, ma soprattutto non vuole una stampa urlante, insultante e xenofoba. Ci piacerebbe sapere che si sa fare la differenza. Se ci siete battete tanti colpi, informate, replicate. L’arena ticinese ha bisogno di politici capaci, coraggiosi e onesti. I cittadini ascoltano chi suona una buona musica.