...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Rassegna stampa

Tutti i nodi della Lega - 9 novembre 2013

L’EDITORIALE

di Aldo Bertagni (La Regione Ticino del 9 novembre 2013)

La Lega dei Ticinesi è ormai definitivamente orfana di Giuliano Bignasca, dato che è ormai esaurita la lunga onda emotiva per l’improvvisa scomparsa. Venendo meno il timoniere, il movimento ha perso l’identità che reggeva su un delicato equilibrio: il rivendicazionismo territoriale (dunque interclassista) infarcito di socialità populista. Lo slogan ‘Padroni in casa nostra’ ben riassumeva il concetto: solo noi proprietari del nostro benessere, gli altri fuori (stranieri e confederati). Equilibrio delicato perché non è facile conciliare – all’interno del territorio difeso – gli interessi degli uni con quelli degli altri. Per il semplice motivo che spesso e volentieri non conciliano. Perché ‘essere ticinesi’ non significa automaticamente avere tutti gli stessi bisogni, esigenze finanziarie, opportunità professionali. Giuliano Bignasca è riuscito a tenere insieme il quadro, inventandosi volta per volta un nemico da combattere con armi ‘fantastiche’ (tipo il muro alla frontiera) ma simbolicamente potenti. Lui ci riusciva perché il legame con la sua ‘gente’ era empatico, non razionale. Ora tutto è cambiato. Venuto meno il demiurgo, i dirigenti rimasti rappresentano, ognuno, un pezzetto confuso della tela. E, le divisioni che già c’erano stanno esplodendo con le relative contraddizioni. L’esempio più eclatante è la mancata nomina a vicesindaco di Lorenzo Quadri, silurato di fatto dal sindaco Marco Borradori, suo compagno di partito. Perché l’hanno capito tutti: con l’astensione del municipale luganese popolare democratico, al secondo turno il voto del sindaco avrebbe avuto doppio peso e dunque Quadri l’avrebbe spuntata. Così non è stato perché Borradori ha convinto Jelmini a restare in aula. Inutile dunque nascondere l’evidenza minacciando tuoni e fulmini contro tutti gli altri partiti, dipingendosi vittime o pulcini bagnati. Inutile agitare ricatti. Del resto fra Quadri e Borradori non è mai corso buon sangue. Secondo esempio. Un leghista (Fabio Badasci) è stato designato relatore del messaggio governativo che propone importanti tagli (14 milioni e mezzo) ai sussidi cantonali per i premi delle casse malati. La Lega è dunque oggi d’accordo con la riduzione degli aiuti pubblici alla ‘gente’. Se lo sapesse il Nano che per tutta la vita ha gridato nelle orecchie dei consiglieri di Stato che il debito pubblico non è un problema! Di più. Il leader scomparso aveva proposto esattamente il contrario, chiedendo (ottobre 2010) di aumentare gli stessi sussidi per ben 25 milioni di franchi. Oggi in via Monte Boglia non ne parla più nessuno. Terzo esempio. Non si contano, negli anni scorsi, le iniziative leghiste per sgravare il peso del fisco. Oggi il Municipio luganese (a maggioranza Lega) vota l’aumento del moltiplicatore fiscale. Il meno che si possa dire è che la Lega 2013 è liberale e istituzionale, e anche un po’ meno attenta alle sirene del populismo. Insomma, l’equilibrio è saltato. Il che, sia chiaro, non vuol dire automatico ridimensionamento elettorale. Vuol solo dire che il movimento di Borradori, Quadri, Gobbi, Foletti e Attilio Bignasca è semplicemente diventato un partito ‘normale’. O quasi. Anche se loro lo negano, per timore di perdere potere.