...è ora di svegliarsi

Cerca nel sito

Iscrizione Newsletter

Seguici su Facebook !

Intervista ad Arnaldo Alberti_b - 6 maggio 2013

SCRITTORI OGGI / Arnaldo Alberti

Quando la politica supera la fantasia della letteratura

(La Regione Ticino del 6 maggio 2013)

Qual è il dovere più impellente per un autore ticinese, oggi?

Il dovere di un autore di qualsiasi contrada è di testimoniare una realtà sociale, presente e vicina. Ovvio che ciò non serve per promuovere la sua persona o vendere la sua opera quando questa realtà è degradata al punto da suscitare vergogna in chi la rievoca.

La sua scrittura appare funzionale alla trasmissione di un messaggio forte. Ma l’autore di impegno politico o civile deve porsi il problema di non risultare didascalico?

La politica, per chi le sa dare un senso di fiaba o di favola, è la fonte più ricca e inesauribile di trame sorprendenti che superano la capacità o il talento dello scrittore anche solo d’immaginarle. Nella piccola provincia del Ticino queste trame, suggerite da eventi reali, sono di carattere particolarmente crudele e suscitano perciò un timore diffuso che censura ogni possibilità per lo scrittore di esprimerle con l’affabulazione o la semplice didascalia. Citiamone ad esempio una, semplice ed attuale: il figlio di un nostro politico di successo si è augurato di vedere presto in una tomba un anziano scrittore. Lo scrittore, invece di morire, è immediatamente promosso a dottore honoris causa e riceve il più importante premio letterario svizzero. Sorprendentemente, dopo pochi mesi, lasciando orfano e abbattuto il figlio del malaugurio, nella tomba è costretto a scendere il politico di successo. Ma la trama non si conclude qui: al funerale del politico ci vanno tutti, proprio tutti, ad eccezione dello o degli scrittori che trovano ripugnante la necrofilia assurta a dottrina di uno Stato che permette, invece di lasciarlo nella pace dell’Ade che si è meritata dopo il suo caotico, faticoso e logorante agitarsi su questa terra, di eleggere il politico defunto addirittura alla carica di municipale della più grande città del Cantone. Trovo suggestiva ed edificante questa concatenazione di eventi; la si può riferire alla sceneggiatura di ‘Kagemusa’, un capolavoro di Akira Kurosawa e la si potrebbe usare per scrivere un buon racconto. O è meglio lasciar perdere?