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Intervista a Francesco De Maria (13 settembre 2012)

Intervista a Francesco De Maria (Ticinolive)

All’inizio dell’estate il prof. Francesco De Maria pubblicava sul sito Ticinolive due interviste a Paolo Bernasconi e a Giancarlo Nava che abbiamo ripreso in seguito sul nostro sito. Con piacere questa volta siamo noi a pubblicare un’intervista al Prof. De Maria che sicuramente susciterà interesse presso i nostri lettori. Prima dell’intervista un’autopresentazione del prof. De Maria.

 

Sono nato a Lugano e ho sempre vissuto a Lugano e a Massagno. Dopo il liceo ho intrapreso studi di Filosofia alla Cattolica di Milano, che non ho mai concluso. Mi sono invece laureato in Scienze matematiche all’Università Statale, sempre a Milano. Dopo un periodo di assistentato in istituti matematici svizzeri (Friborgo, Neuchâtel) sono ritornato nel Ticino e per molti anni ho insegnato matematica al Liceo cantonale (oggi Lugano 1).

Non ho mai svolto una vera e propria attività politica e non ho mai assunto cariche, con l’eccezione della presidenza dell’Alleanza Liberi e Svizzeri, successore del dr. Alessandro von Wyttenbach e predecessore del dr. Gianfranco Soldati. Negli anni Ottanta ero semplicemente un liberale gazzettiano. Ricordo che in quei tempi il giornale era patrocinato da Franco Masoni e diretto da Giovanni Casella, mentre il Comitato politico, del quale facevo parte, era presieduto da Tullio Righinetti. Sembrano lontani quei tempi! In redazione conobbi due giovanissimi giornalisti, Fabio Pontiggia e Marcello Foa, due che sono diventati importanti. Siamo amici ancor oggi.

Importanti nella mia vita sono i miei hobby. La letteratura in genere, il teatro, le lingue, soprattutto le lingue antiche (mi sono messo a studiare il greco antico e l’ebraico biblico). Il bridge, che pratico tuttora in competizione, e gli scacchi. Negli anni Ottanta ho organizzato per 10 volte l’Open Scacchistico Internazionale di Lugano, un torneo “aperto” di rilevanza mondiale.

Sono un pubblicista appassionato ma nella mia vita ho scritto poco. Quando mi sono rimesso all’opera – ed è stato proprio per Ticinolive – nell’ottobre 2011, mi sentivo molto rigido e impacciato, quasi bloccato. Ma è stata questione di poche settimane, adesso mi sento in forma. Sono anche, da sei anni almeno, blogger ma il mio nickname… non lo conosce nessuno.

Ticinolive, un sito che Lei cura con grande impegno, ricco di notizie e di interviste a tutto campo e aperto a tutti gli orientamenti.Un ottimo spazio di dibattito.

Quali sono i valori che con questo strumento volete veicolare?

Per incominciare dico che non sono solo sul portale. Ho una collega abilissima che scrive la maggior parte delle notizie locali, svizzere e internazionali; poi notizie nelle rubriche Cultura, Economia, eccetera. Anzi, se devo essere sincero, lei sul portale ci è arrivata prima di me, perché lei stessa lo ha fondato il 1° dicembre 2011. Pochi la conoscono poiché è una donna molto riservata e schiva. Se per caso io le propongo: “Andiamo a parlare con Pinco o Pallino” mi risponde invariabilmente “Vacci tu che sei più pratico”.

Io mi sono specializzato nella parte politica. Pubblico molte interviste e scrivo editoriali e articoli di vario genere. Molto importante è il ruolo dei collaboratori esterni alla Redazione, gli “Ospiti”: uomini politici, scrittori, professionisti. In “Democrazia attiva”, invece, collochiamo atti parlamentari, prese di posizione ufficiali di partiti, raccomandazioni di voto, e via di seguito.

Vorrei che Ticinolive diventasse il “salotto buono della destra”. La destra è terribilmente dispersa e terribilmente pigra (parlo in generale). A sinistra sono operosi come castori. A destra sono spesso velleitari. Parlano come mulini a vento e sognano le nuvole, ma non combinano mai niente. Io sono di destra, lo sono sempre stato e non cambierò più. L’intonazione del portale è a destra, tenga presente che occupare una nicchia è un vantaggio. I nostri blogger sono in maggioranza, direi, di destra, ma la sinistra è rappresentata, eccome! Affabulatore, laVoce, zapping, Openside… si fanno sentire. Tuttavia Ticinolive rimane politicamente aperto. Se il Partito Comunista mi manda un comunicato interessante, io lo pubblico, che problema c’è? Sarò forse diventato comunista per questo? Nessuno lo crederebbe!

In genere tutti si mostrano disponibili. Ho intervistato Cavalli, Tito Tettamanti, Savoia, il Vescovo, Michele Fazioli, Giancarlo Nava e Paolo Bernasconi. Quest’ultimo mi ha voluto invitare a pranzo, è stato un incontro cordiale che ho apprezzato moltissimo. Qualche problema me lo danno i Radicali, per i quali ho interesse, ma che di me non si fidano. Mi sembra anche che versino in stato di choc. Dal 2006 a oggi hanno combinato un disastro enorme (a se stessi e al partito) e finalmente (immagino, spero) incominciano a rendersene conto. In ogni caso Gendotti e Celio un’intervista me l’hanno concessa mentre Marty (mio compagno di classe!) e Ducry me l’hanno negata. E Ducry si era fatto addirittura mandare le domande… Avrà sospettato chissà quale tranello. Per equità ho l’obbligo di aggiungere che anche Marina si è negata, a un suo vecchio e fedele amico! Da non credere.

Allargando ancora di più la domanda. La destra ticinese, quella seria, non quella populista e xenofoba, quali valori importanti si impegna a portare avanti per una politica costruttiva a favore del nostro Ticino?

Sarete presenti l’anno prossimo per il rinnovo del Municipio di Lugano?

Da uomo di destra io metterei prima di tutto: il senso della responsabilità personale. Se io divento un delinquente e compio una rapina a mano armata, la responsabilità è mia e non di mia zia, della mia maestra d’asilo, di uno psicologo incapace o della società disumana. Per andare invece sul negativo, il peggio della sinistra, ai miei occhi, non sono i pittoreschi proclami rivoluzionari, ma quell'impulso irrefrenabile a trasformare la maggior parte possibile di cittadini in dipendenti assistiti. Certo, lo stato pietoso deve aiutare i più deboli, quelli che veramente non ce la fanno. Ma lo stato socialista tende a indebolire anche le persone normali!

Quanto alla xenofobia, le dico semplicemente che considero l’immigrazione selvaggia una vera disgrazia per il nostro Paese. Che si ostina ad applicare leggi create per proteggere i rifugiati politici a persone che sono tutt’altro. Aggiungo di ben comprendere la rabbia di certi miei concittadini che si sentono – magari a torto – posposti a un immigrato fuggito dall’Africa. La sinistra queste cose non le capisce e non le capirà mai. La fortuna di certi odiatissimi movimenti trionfanti viene anche da sinistra, dalla balordaggine della sinistra.

Se la Lega otterrà la maggioranza e il Sindaco nel Comune di Lugano, cosa cambierà nel governo della città? E la destra luganese starà a guardare o costruirà una sua politica per contrastare la Lega? Oppure sarà sua alleata?

La destra luganese ha già collaborato con la Lega. A mio avviso la megavittoria leghista del 2011 proviene in diretta dal massacro liberale del 2007. Si poteva prevederlo? Sì, ma bisognava saper guardare avanti, controllare i nervi e reprimere la “voglia del sangue”. Non erano in grado di farlo, era troppo arduo per loro.

Il tentativo d’attualità oggi a destra è “costituire un polo liberale al di fuori del PLR”. È la scommessa di Morisoli, alla quale molti guardano con scetticismo. Io gli ho detto, semplicemente: “Sergio, hai scelto la strada difficile e per questo ti ammiro”. Altri hanno storto il muso. I liberali-radicali si sono sentiti beffati, l’UDC l’ha atteso invano. Un bel sesto deputato, brillante e carismatico. Niente. Malumore anche lì.

Quanto al PLR, l’elezione luganese del 2013 – di enorme importanza per tutti – è quasi persa, ma non è persa del tutto.  Nel voto cruciale per il Municipio, ad esempio, AreaLiberale e Idea Liberale potrebbero senza scandalo, a certe condizioni, appoggiare un(a) candidato(a) liberale. Perché no?

Se la Lega conquisterà Lugano, praticherà una politica di espansione e di forza e cercherà di far pesare Lugano sempre più nel Cantone. Non molto diverso da ciò che ha fatto ReGiorgio. Ma per il PLR perdere Lugano sarebbe una grave umiliazione e un dramma infinito. Sembra che a Bellinzona e a Faido non se ne rendano conto. Se le cose andranno storte, le uniche cose che gli resteranno saranno il Castelgrande e la Piumogna.

Quale valutazione si sente di dare, dopo un anno dalla sua elezione, al nostro governo cantonale, parecchio rinnovato e con due leghisti in maggioranza relativa?

In un articolo circostanziato il signor Pontiggia, vice direttore del Corriere del Ticino, lo ha giudicato latitante in diversi settori. Approva questo giudizio? In quali campi dovrebbe far meglio e di più?

La mia obiezione è primariamente di natura… psicologica. La “rivoluzione copernicana” non si è fatta notare abbastanza. A cominciare dal primo giorno. Perché subire il diktat, che c’è stato: il DECS a Bertoli o altrimenti lo prende Sadis? Perché i docenti dovevano ricevere il loro idolo, che rimpicciolisce loro le classi ed aumenta loro gli stipendi? Il DECS era meglio che andasse a Beltraminelli, subire un veto in queste condizioni è un assurdo. E l’economia, e le finanze? Che senso ha berciare all’infinito sulla conduzione economica del Cantone se non si ha il coraggio di prendere in mano il Dipartimento? Certo, è più comodo scatenarsi contro la povera signora Sadis (che ultimamente ne ha combinata una grossa…).

In certi casi non si riesce bene a capire come votino questi consiglieri di Stato leghisti. La maggioranza della “Santa Alleanza”, teoricamente, c’è. Sadis e Bertoli sarebbero, sempre teoricamente, all’opposizione. Ma… spesso i conti non quadrano. Per concludere, un giudizio moderatamente negativo.

In questi giorni l’on. Matteo Quadranti, liberale radicale, ha deposto un’importante interrogazione sulla Magistratura, sulla giustizia e sui gravi attacchi del Mattino della domenica e del signor Giuliano Bignasca in particolare, contro il procuratore pubblico avv. Noseda e il pretore avv. Trezzini.

Come giudica questa situazione?

E come mai non vi sono state reazioni immediate da parte dell’opinione pubblica e dei Partiti PLR, PPD, UDC e Lega?

Questi giudici e procuratori entrano in magistratura attraverso la politica, ognuno di loro  – senza eccezione alcuna – entra recando in fronte il logo di un partito politico. Dopo l’elezione, ritornano forse prodigiosamente vergini? Vedano di sopportare, almeno un poco, le intemperanze verbali leghiste. Secondo me un uomo esperto come Noseda non si scompone più di tanto. L’opinione pubblica non reagisce perché se ne frega e non nutre grande simpatia per giudici e procuratori. Parecchi amano il linguaggio violento del Mattino perché questo li consola delle loro frustrazioni.

Belticino ha più volte denunciato la situazione del presidente a vita della Lega che in questi anni ha collezionato centinaia di denunce, alcune evase, altre non si sa bene, ricevendo parecchie condanne, compresa la prigione.

Come valuta questa situazione a nostro avviso anomala?

Una condanna affibbiata a un uomo politico in vista, specie se “scomodo”, può ben essere sacrosanta, ma non è mai immune da sospetto. La gente si domanda: di che partito è quel procuratore che l’ha accusato? Quel giudice che l’ha condannato? Non sarà una condanna politica? Ricordo il povero Maspoli, che una volta fu condannato per diffamazione e/o calunnia a causa di certi articoli sulle casse malati. Una persona (più d’una) mi disse: “L’hanno condannato perché diceva la verità”.

In ogni caso, se davvero il Nano è stato indebitamente “graziato” o favorito dalla giustizia, la sinistra se la prenda con i magistrati. Li faccia mettere sotto inchiesta.

Farete campagna per ottenere il rispetto della regola (art. 198 – 199 e 200 della LOC) per cui i pregiudicati non possano rivestire cariche pubbliche?

Le rispondo (anche se non è molto leale) con 3 domande.

--- Ci sono a suo avviso gli estremi perché quegli articoli si applichino a Bignasca?

--- Se sì, perché non sono stati applicati?

--- A chi spettava l’applicazione?

Così intervisto io lei.

A Lugano, nel caso della presentazione di una vostra lista per il Municipio e per il Consiglio Comunale, oltre alle proposte per lo sviluppo della città,  denuncerete questa situazione? O non la ritenete importante?

È una bella domanda ma prima di tutto bisogna vedere chi siamo “noi”.

La destra non leghista a Lugano si compone di:

--- UDC; presenterà le due liste (suppongo)

--- AreaLiberale; il Comitato ha deciso che AL correrà sicuramente per il Consiglio Comunale

--- Idea Liberale; non vuol essere un partito, non presenterà liste (suppongo)

--- la destra liberale dentro il PLR

Ovviamente c’è anche una destra democristiana, che qui non considero, perché la vedo ben inserita in un partito compatto.

Denunciare? Io parlo per me. Non decido niente e non mi sogno di denunciare nessuno. E poi… non voglio rubarvi il mestiere!

Gli onorevoli Foletti, presidente del Gran Consiglio, Gobbi e Borradori, consiglieri di Stato, sono spesso chiamati a rendere conto delle contraddizioni in cui si trovano durante la settimana in governo. La domenica, il giornale che ha favorito la loro elezione, oltre agli insulti e alle denigrazioni, fa delle proposte, alcune volte fantasiose (il muro di 5 metri a Chiasso), e i ministri poi sono costretti a comportarsi diversamente.

Cosa pensa di questa situazione?

Io la chiamo “strategia leghista del doppio binario”. Sganassoni e petardi in via Monte Boglia, five o’clock tea con pasticcini alle Orsoline. È efficacissima e sta per larga parte alla base del successo del Partito Populista.

Loro spesso lanciano proclami promettendo cose che sanno benissimo che non potranno mai mantenere. Dovrebbe essere, a mio avviso, la gente stessa a metterli con le spalle al muro, dicendo loro: “Avevate promesso questo, questo e quest’altro”. Ma nessuno lo fa. Tranne voi.

Belticino è nato per favorire un dibattito politico-culturale franco e libero, anche duro se necessario, ma senza insulti, intimidazioni e denigrazioni. Serietà e serenità quindi, non moralismo come qualcuno continua ad insinuare.

Sul suo sito questi principi sono ben presenti. E’ quindi d’accordo con i nostri obiettivi?

--- Sono d’accordo sulla correttezza e la civiltà del dibattito, mancherebbe. Mi sorveglio e mi sforzo ogni giorno.

--- Non sono d’accordo se si tratta di concludere: siccome questi sono aggressivi, si mettono le dita nel naso e dicono le parolacce, allora non sono eletti o governanti legittimi. Questo è assurdo. Solo il voto decide. Se il popolo non li vuole più, sa quel che deve fare.

Quale giudizio generale dà sulla stampa della Lega? Mattino, 10 minuti e mattinonline. E cosa pensa del futuro politico della Lega?

Io ho un unico contatto leghista. Solo uno, ma di valore: l’onorevole Quadri, municipale  e consigliere nazionale. Lo giudico un giornalista (perché di questo stiamo parlando) di alto livello. Preciso, documentato, tenace, polemico. Per me è il numero uno della Lega. E poi è stato mio allievo, ha fatto l’esame di maturità con me, si è preso un bel 6 in Mate. Non così facile.

10 minuti non esiste più e non lo leggevo. Mattinonline talvolta lo consulto, magari ci bloggo (come “Francesco De Maria”)  e non mi dispiace.

Il futuro della Lega? Voglio pensarlo… a partire dal passato. Ritorno con la mente all’aprile del 1991. La Lega, novellina, all’improvviso fece l’8% (mi pare). Mi ritrovai a chiacchierare con una gran donna (piccolina di statura) del partitone. “Questi, tra un anno o due, non ci sono più”. Non l’avesse mai detto!

In un recente comunicato di condanna dei metodi leghisti contro la Magistratura il Partito socialista ha dichiarato che “le cittadine e i cittadini chiedono alla politica pacatezza nei toni, rispetto dell’interlocutore pur nella distanza delle posizioni, impegno per trovare soluzioni a problemi reali e non urla, insulti e provocazioni che lasciano il tempo che trovano. La Lega strepita perché non sa far altro.”

Condivide questo giudizio?

Mi permetta, è un proclama patetico, i compagni mi sembrano veramente depressi. Se le cittadine e i cittadini non sopportano certi stili e certi comportamenti, facciano semplicemente come me: non votino Lega e il problema… si risolverà da sé.