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Intervista a Paolo Sanvido (Lega)

Pubblichiamo volentieri l'intervista che l'on. Paolo Sanvido (Lega) ha rilasciato a Ticinolive, dopo l'intervista a Paolo Bernasconi. Belticino, fin dall'inizio, ha favorito il dibattito aperto, anche duro, purché rispettoso delle persone. Il contributo di Paolo Sanvido rientra in questo ambito.

“Paolo Bernasconi scenda in campo! Così potremo contarci, democraticamente – Intervista a Paolo Sanvido (da Ticinolive)

24 giugno 2012

Forte e composta replica del leghista Paolo Sanvido al durissimo attacco sferrato dall’avvocato professor Paolo Bernasconi alla Lega, al suo Capo, ai suoi metodi politici e mediatici.
L’on. Sanvido è granconsigliere e primo subentrante in Consiglio Nazionale.
L’intervista è stata realizzata dal professor Francesco De Maria.



Francesco De Maria Forse è bene incominciare con una domanda di carattere generale. Che impressione ha avuto leggendo l’intervista concessa da Paolo Bernasconi a Ticinolive?

Paolo Sanvido Inizio con un proverbio che viene dal mondo anglosassone in cui ho vissuto per diversi anni e che riassume a pennello la mia impressione: Se un uomo ha una grande idea di sé stesso, si può essere certi che è l’unica grande idea che ha avuto in vita sua. Il professore anche in questa intervista non si smentisce nel suo ruolo di rappresentante nostalgico del tavolo di sasso e leader dei gruppi d’indignazione a senso unico dei “salotti buoni”. Nulla di nuovo sotto il sole.

Il termine probilmente più duro usato da Bernasconi appare nel titolo dell’intervista, che non è redazionale: “Partiti dell’odio”. Lei, prima dall’esterno e poi dall’interno, ha mai visto la Lega come un “partito dell’odio”?
PS No mai. L’odio è una brutta parola e per quel che mi consta trova giaciglio e asilo politico solo a casa del professore. Martin Luther King diceva che la questione non era sapere se sarebbero stati degli estremisti, ma quale tipo di estremisti. Il professore e i suoi accoliti hanno scelto di stare dalla parte della cattiveria e del mal di pancia. Posizioni che non mi appartengono.

Questa operazione Belticino, Ticino Leale, ecc. – organizzata a puntino e condotta con larghezza di mezzi – quali scopi si prefigge? È forse la manifestazione di un vecchio potere che non si rassegna a morire?
PS Beh certo, la tempistica e le posizioni a senso unico parlano da sole. Il Professore, che lui rifugga o meno la realtà, è un tipico prodotto del tavolo di sasso simbolo principe del vecchio potere. Il potere che non si rassegna per intenderci. Sia ben chiaro che quando parlo di tipico prodotto non mi riferisco alle capacità professionali del professore (me ne guarderei bene), bensì al fatto che, guarda caso, pure lui deve l’inizio della sua brillante carriera alla politica del tavolo di sasso. Poi, e questo gioca a suo onore, bisogna dargli atto che ha ben deragliato e per noi leghisti, barbari e primitivi come ci considera, questo è un positivo segno distintivo.

Da dove provengono i soldi dei “crociati”?
PS Dalle loro tasche. Al momento mi sembra di poter dire che i soldi spesi in queste campagne, per dei milionari come il professore e i suoi sostenitori dei gruppi d’indignazione a senso unico dei “salotti buoni”, sono solo briciole. Ricordo per inciso che questa è la stessa gente che si oppone a concedere un aiuto agli anziani per la 13 AVS perché dicono che non è necessaria….

Parliamo pure di questo enfant terrible Paolo. Perché ha il diritto di fare la predica ai cattivi? O, al contrario, perché non ha questo diritto?
PS Il Professore per me ha tutto il diritto di portare avanti la sua azione. Io sono un uomo di fede e perciò dico che Grazie a Dio in questo paese c’è ancora libertà di esprimersi e dissentire. Quello però che il Professore spesso confonde è la legittimità giuridica con quella politica. Al momento non rappresenta che se stesso e qualche sparuto membro dei gruppi d’indignazione a senso unico dei “salotti buoni”. Aspetto con trepidazione la sua discesa in campo nell’arena politica. Così anche lui potrà contarsi e confrontarsi con noi sullo stesso piano. Attenzione però che la solitudine è uno dei mali che colpisce in modo inesorabile tutti e in particolare chi è sulla via del tramonto in piena terza età. Uso appositamente questo termine che è stato coniato per togliere alla definizione di anziano qualsiasi connotazione negativa.

Bernasconi attacca anche il consigliere di Stato Norman Gobbi, accusandolo di passività e inadempienze. Ritiene fondate tali accuse?
PS Ha fatto più Norman Gobbi in questo breve periodo nel suo ruolo di capo del Dipartimento delle Istituzioni che Luigi Pedrazzini negli ultimi 8 anni sugli stessi dossier criticati, solo oggi, da Paolo Bernasconi. Ha mai sentito il Professore accusare un membro del tavolo di sasso di passività e inadempienze in vita sua? Non si affretti a cercare negli archivi perché la risposta è semplice: non troverà nulla, niente, nada…Mi ha fatto poi sorridere nel vedere che nell’ultimo appello pubblicato in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, uno dei firmatari era un ex alto dirigente di un partito del tavolo di sasso che ai suoi tempi, quando era membro influente della direttiva cantonale del suo partito, venne pubblicato, su un organo ufficiale riconosciuto, un virulento attacco alla collega del Professore Carla del Ponte con tanto di vignetta che ritraeva Fulvio Pelli che strattonava un Bulldog con la faccia della Del Ponte con la scritta che diceva più o meno così: Tira mia cagna bastarda! Lei ha mai visto una presa di posizione del Bernasconi a proposito? No anzi, ha invitato questa persona a sottoscrivere l’appello. Come direbbe il Professore alla decenza non c’è mai fine. Fanno ridere.

Lei considera legittime certe forme espressive particolarmente graffianti usate dal Mattino della Domenica? Si sentirebbe di condannarle?
PS In qualche rara occasione il Mattino ha certamente deragliato. Paulo Coelho “Sulla Sponda del Fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto” dice che non possiamo mai giudicare le vite degli altri, perchè ogni persona conosce solo il suo dolore e le sue rinunce. Una cosa è sentire di essere sul giusto cammino, ma un’altra è pensare che il tuo sia l’unico cammino. Io condivido questo pensiero perché non mi piace l’eccessiva semplicità con cui certe persone giudicano i comportamenti o le azioni altrui senza considerare che, in determinate condizioni, un modo di agire che può sembrare in apparenza sbagliato o provocatorio è l’unico possibile per porre un tema o una riflessione.

Sul versante opposto, che cosa pensa di un settimanale gratuito che un famoso blogger ha qualificato di “bevanda aromatica nerastra” ?
PS Quello che ho detto poc’anzi vale per gli amici e ancor di più per gli avversari politici. Io nel profondo dissenso rispetto tutti.

La Lega dei Ticinesi può essere definita un partito democratico, in forma piena o, eventualmente, limitata?
PS La mia esperienza è quella di un partito democratico, aperto, in cui tutti possono esprimersi senza il rischio di essere emarginati perché non si allineano al pensiero unico. Ho trovato molta più democrazia e apertura al cambiamento rispetto alle mie precedenti esperienze politiche. In più ci si diverte un sacco!

Secondo me i successi leghisti dimostrano la strordinaria efficacia del cosiddetto “doppio binario”: Lacoste e zoccolette in via Monte Boglia, doppiopetto con cravatta Hermès alle Orsoline”. Lei che ne pensa?
PS L’abito non fa il monaco. Il successo della Lega viene dal basso. Noi siamo pronti ad ascoltare e proviamo, con tutti i nostri limiti, a costruire qualcosa. Il movimento ha dimostrato in tutti questi anni che è in grado di esprimere nelle Istituzioni uomini seri e capaci che assumono fino in fondo il loro ruolo come è giusto che sia. Ma le assicuro che le decisioni prese in gruppo sulle linee da seguire sono sempre discusse e condivise. A differenza della mia precedenza esperienza, qui non ho mai subito diktat!

Albert Einstein usa spesso lo strumento dell’ “esperimento mentale”. Facciamone uno anche noi. Supponiamo che per 21 anni la Lega (e soprattutto il suo Mattino della Domenica) avesse fatto politica usando un linguaggio corretto e castigato. Dove sarebbe arrivata?
PS Le rispondo prima come le avrebbe risposto Albert Einstein: La più bella e profonda esperienza che un uomo possa fare è provare il senso del mistero. E poi le confermo che il successo della Lega è dato dalla forza delle sue idee, dalla volontà di ascolto e non dal linguaggio utilizzato.

Perché ha lasciato il PPD per la Lega? La sua è stata una decisione felice? Si trova ad occupare determinate cariche? Quali?
PS Questa domanda dovrebbe essere rivolta al PPD. Dopo essere stato mandato in esilio, con la bolla del “non sufficientemente idoneo”, ho deciso di mettere le mie energie e lavorare per chi mi apprezza e apprezza il mio lavoro. Gli amici sono rimasti tutti, anzi, quelli che hanno voluto capire la mia scelta e hai quali ho potuto mostrare nero su bianco l’evoluzione del mio percorso d’esilio, sono ancora miei sostenitori. Gli altri, quelli che giudicano per sentito dire e senza sapere, o quelli che hanno contribuito al mio esilio e che ora piangono lacrime di coccodrillo, si divertono a denigrarmi.
Contenti loro, contenti tutti. Ho lasciato il PPD a fine aprile e a luglio di quell’anno Giuliano mi ha chiesto di entrare a rappresentare la Lega nel CdA di Casinò Lugano. Sono l’unico membro dei sette che ha il know-how tecnico finanziario richiesto e riconosciuto dalla Commissione Federale della Case da Gioco per sedere nell’Audit Committee. Poi mi sono messo in gioco per le elezioni cantonali e sono stato eletto in Gran Consiglio e sono primo subentrante al Consiglio Nazionale.

Lei è su Facebook, particolarmente attivo sulla pagina “Difendiamo la piazza finanziaria svizzera”. Quali risultati ha raggiunto sinora?
PS Questa pagina è nata quando il Consiglio Federale ha calato le braghe di fronte agli Stati Uniti. Poi è evoluta per sottolineare il fatto che il primo nemico dei nostri posti di lavoro lo abbiamo in casa ed ha una doppia faccia. Quella principale è rappresentata dalla $inistra e la seconda dal relativismo dei banchieri con la pancia piena a fine carriera che non hanno più voglia di battersi. Ho molti contatti e ricevo molti input. La rete funziona. Inoltre facebook è un archivio (e a me piace molto fare archivi) illimitato e gratuito.

Ci dia una sua spassionata valutazione del “caso Orelli”, nel quale la Sinistra ha reagito duramentee quasi istericamente a una provocazione di Boris Bignasca.
PS Boris Bignasca si è scusato pubblicamente, ha assunto le sue responsabilità. E questo è ciò che conta, gli sono grato perché ha dimostrato coraggio. Al giorno d’oggi non è da tutti. Per il resto le reazioni isteriche di questi indignati organizzati “dei salotti buoni” non mi preoccupano. Nessuno si è chiesto perché queste persone non si scandalizzano per gli attacchi virulenti alla madre di Boris Bignasca da parte dell’organo ufficiale Partito $ocialista? Ricordo per inciso che la capogruppo P$ che ha parlato dal pulpito in Gran Consiglio, o chi difende a senso unico il presunto macismo leghista nei confronti delle donne o ancora chi ha fatto gesti plateali presentando dimissioni di protesta, aveva applaudito, e sottolineo applaudito, sia il responsabile sia gli attacchi stessi dell’organo ufficiale del P$ Confronti alla madre di Boris, in occasione del comitato cantonale del P$. Vado avanti? Perché non si reagisce duramente quando grandi nomi del PLRT, PPD e P$, ad esempio, vengono colti al tavolo di sasso di Asfaltopoli con le mani nella marmellata dalla Commissione Federale sulla Concorrenza COMCO lucrando palesemente sui ticinesi? Quando per ragioni di partito e mantenimento del potere si mente spudoratamente ai Ticinesi? Potrei dilungarmi fino alla noia con esempi di scandalosa immoralità… ma penso che tutti abbiamo capito che è solo lotta politica.


Come si pone la Lega nei confronti dei suoi potenziali alleati sui temi quali l’Europa, l’Euro, il segreto bancario, gli asilanti, i bilaterali…? Penso all’UDC, ad AreaLiberale e, anche, a certe fasce della destra pipidina.
PS La nostra linea è chiara. La domanda non è a sapere come ci poniamo noi nei confronti dei potenziali alleati, ma come si pongono loro con il loro elettorato e soprattutto sapere se hanno il coraggio di porsi assieme a noi in modo chiaro rispetto a questi temi. Noi abbiamo le idee chiare, gli altri hanno una qualche difficoltà. Per non sbagliare per la LEGA è chiaro un No all’Europa dei burocrati e un SÌ all’Europa delle regioni che riconosca le peculiarità culturali e di tradizione e rispetti le sovranità nazionali. No all’€uro e SÌ al Franco Svizzero come moneta sovrana. Sì al Segreto Bancario a salvaguardia della nostra sovranità nazionale e dei posti di lavoro ad esso collegati. Questi attacchi sono una mera lotta tra piazze finanziarie. Grazie al nostro governo federale abbiamo ceduto senza porre resistenza.

Se un signore di mezza età, vestito con un completo gessato scuro, con la barba e gli occhiali cerchiati in oro, le dicesse: “Sì, la fase leghista era necessaria affinché un potere ormai vecchio e inadeguato ricevesse una mazzata. Ora però questa fase dev’essere superata”, lei che cosa risponderebbe?
PS Che tutto evolve. La Lega stessa negli ultimi vent’anni si è evoluta. Qual è la fase che deve essere superata? Noi continueremo a batterci per il nostro paese, per la nostra gente e per la nostra sovranità nazionale. Senza paura di dire le cose giuste che infastidiscono il tavolo di sasso, i club del pensiero unico che si riunisce con il Professore nei “salotti buoni”. Noi siamo gente semplice.

Chiudo con una domanda impossibile. Come sarà la Lega tra 10 anni?
PS Sarà certamente più giovane ma sempre sulla breccia.


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