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Interrogazioni

Il caso Pantani - 26 giugno 2013

Attualità parlamentare

Interrogazione - Il caso Pantani

26-06-2013 | In Gran Consiglio

Il 7 novembre scorso il Consiglio di Stato aveva risposto alla nostra interrogazione “Promuovere le risorse indigene” affermando come per il caso citato nell’atto parlamentare “risulta che il materiale posato, d’origine portoghese, non è quello del capitolato d’appalto”.
In precedenza, rispondendo all’interrogazione 28.2.2005 di Lorenzo Quadri “Scarsa considerazione per il granito ticinese?” avevate affermato: “il Consiglio di Stato è molto sensibile verso le cave ticinesi”.
Ora la ditta cui ci siamo riferiti nell’interrogazione di ottobre, la CPA di via Monte Boglia 6 a Lugano, amministratrice unica Roberta Pantani, è stata da voi sanzionata con l’esclusione dagli appalti pubblici per tre mesi e una multa di  10.000 franchi.
Orbene, sul Corriere del Ticino  di martedì 11 giugno, dov’è riportata la notizia, l’amministratrice unica Roberta Pantani afferma: “La nostra impresa aveva chiesto una mano ad una ditta svizzera per ultimare il lavoro. La ditta svizzera aveva a sua volta subappaltato, a nostra insaputa”.
Nel servizio della RSI della sera stessa (Quotidiano) si riferisce  testualmente quanto segue: “secondo Roberta Pantani sarebbe stata la seconda ditta svizzera a portare gli operai dell’Est. Soltanto che, da noi interpellato, l’amministratore di questa seconda ditta - di Balerna - afferma di avere in mano un contratto di subappalto firmato dalla stessa Pantani che era quindi informata che la ditta avrebbe fornito il materiale ma non lo avrebbe posato”.
A questo punto le cose si complicano ulteriormente.
La consigliera nazionale e municipale di Chiasso, in qualità di amministratrice unica,  stando a quanto riferito dalla RSI non solo ha violato la legge, ma sarebbe stata direttamente a conoscenza del subappalto in quanto lei stessa avrebbe firmato il contratto: sembra quindi che era al corrente che la ditta subappaltatrice non avrebbe posato il granito (peraltro non conforme al bando e in particolare portoghese e non ticinese) dovendo quindi ricorrere ad un sub-subappalto.
Alla luce di quanto sopra chiediamo al Consiglio di Stato:
1. corrisponde al vero che l’amministratrice unica della CPA era direttamente a conoscenza che la ditta subappaltatrice non avrebbe posato il granito dovendo quindi a sua volta subappaltare nuovamente?
2. Non ritiene il Consiglio di Stato “molto sensibile verso le cave ticinesi” di invitare almeno i rappresentanti politici ticinesi più in vista che hanno un ruolo nell’economia locale a privilegiare sempre le risorse indigene?


Pelin Kandemir Bordoli e Saverio Lurati, Raffaella Martinelli, Milena Garobbio, Francesco Cavalli, Roberto Malacrida, Nenad Stojanovic, Gianrico Corti, Ivan Cozzaglio, Henrik Bang, Bruno Cereghetti