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Interrogazioni

Difendiamo la magistratura (8 giugno 2012)

Interrogazione parlamentare (8 giugno 2012)

 Il PG John Noseda come le SS?

Difendiamo l’indipendenza della magistratura.

PROSTITUZIONE

Sul Mattino della Domenica del 20 maggio 20912 (pag.31) abbiamo preso nota dell’articolo, ripreso in allegato alla presente, laddove il Procuratore generale John Noseda viene paragonato alle SS del Führer, Adolf Hitler, per la lotta lanciata in Ticino contro la prostituzione illegale, il suo sfruttamento da parte della mafia e il relativo riciclaggio di denaro. Evidentemente non si tratta di satira. L’articolo trae spunto dall’interrogazione del deputato leghista Fraschina (Più tolleranza per le case di tolleranza? Postriboli chiusi e prostituzione per strada: é davvero un buon affare?) salvo poi aggiungere dei paragoni, in particolare quello citato poc’anzi, che ci sentiamo in dovere di stigmatizzare. L’unica preoccupazione della Lega pare essere quella di veder trasferire la prostituzione dai postriboli alla strada.Questo paragone, che riteniamo offensivo dell’istituzione, pare finalizzato ad intralciare il primo Magistrato del Cantone durante una sua difficile e pericolosa azione contro la mafia della prostituzione nel Cantone. Si equipara l'iniziativa del nostro Procuratore Generale a quella di Hitler. Se non che, la prima é destinata a limitare l'afflusso in Ticino di prostitute, di clienti e di mafiosi. La seconda era di contro la materializzazione dei principi del nazismo.

Il Mattino si proclama difensore dei cittadini contro la delinquenza. Non ha mai usato questo insulto (quello del paragone con le SS) contro nessuno dei suoi avversari. Ora lo utilizza proprio contro la funzione che per prima é chiamata a difendere la sicurezza dei cittadini, e proprio contro la persona che sta effettivamente - e finalmente - lavorando in questa direzione, a suo rischio e pericolo.

Forse perché tocca il guadagno di cerchie vicino al Mattino? Magari quelle delle inserzioni pubblicitarie delle prostitute (stranamente ridottesi dopo le iniziative del PG Noseda? Oppure quelle di chi la prostituzione la fa e la farebbe esercitare in appartamenti oltre che nei postriboli?

Forse si vuole comunque far allentare la presa della magistratura suggerendo che è meglio lasciare le cose come stanno, senza scavare troppo, mascherando il tutto col timore che la prostituzione vada a finire nelle strade? Dove sta l’interesse dei ticinesi? Nell’asserita “libertà” di continuare a godere del mestiere più antico del mondo ovunque, comunque e quantunque, oppure nell’interesse a che venga rispettata la legalità e i diritti di chi quel mestiere lo esercita suo malgrado perché costretta, contro la sua di libertà? Qui non è questione di morale ma di legalità.

 Ciò premesso, si chiede al Governo:

 1. Se ritiene di condannare politicamente questa ingiuria al PG Noseda.

2. Se ritiene di esprimere apprezzamento per le iniziative del PG Noseda contro la diffusione in Ticino della mafia legata allo sfruttamento della prostituzione.

3. Se ritiene che sia corretto, contrariamente a quanto scritto sul Mattino, che lo Stato abbia ad occuparsi del problema prostituzione con relativi annessi e connessi illeciti

4. Quali iniziative intende adottare per impedire il ripetersi di queste continue ingiurie contro la Magistratura da parte del settimanale che conduce le campagne elettorali per le elezioni dei rappresentanti della Lega dei ticinesi nei vari consessi legislativi ed esecutivi federali, cantonali e comunali.

5. La nuova Legge sulla prostituzione cosa prevede per realizzare lo scopo previsto dall’art. 1 il quale prevede di “arginare la prostituzione”

Matteo Quadranti, e cofirmatari:

Giorgio Galusero, Jean François Dominé, Giacomo Garzoli, Bixio Caprara, Nenad Stojanovic, Francesco Cick Cavalli, Fabio Canevascini, Franco Denti, Greta Gysin, Pierluigi (Pierre) Zanchi

 Allegato: dal Mattino della domenica del 20.05.12, pag. 31:

Bordelli: non facciamo casino! PROSTITUZIONE - Noseda come le SS? Legge Merlin e prostituzione per strada anche in Ticino? Moralizzatori alla grancassa!

In via del campo c’è una graziosa… inizia così una celebre canzone di De André. Storia di emarginazione, di sesso, di amore.. la storia di un’umanità che conosciamo. Evitiamo giudizi morali. Evitiamo di chiamare gli uni puttanieri e le altre puttane. Non è di questo che lo Stato si deve occupare. Lasciamo alla coscienza di ognuno il giudizio morale e religioso. Pensiamo alla storia del ‘900: appena salito al potere nel 1933 Adolf Hitler fece chiudere tutti i bordelli. Per una questione “morale”. Voleva che la sessualità dei cittadini fosse sottoposta al controllo dello Stato, affinché fosse uno strumento per rendere prolifica la nazione tedesca. Il discorso di uno Stato totalitario, che mette l’ideologia e la nazione al di sopra della libertà dei cittadini.

Libertà… pochi usano ancora questa parola, soprattutto se abbinata alla parola responsabilità (personale!).

La questione sociale e giuridica in Ticino è complessa. E l’inchiesta di queste settimane lo sta dimostrando.

Da una parte ci sono i Night, dove (in teoria) non viene esercitata la prostituzione. Poi ci sono i “bordelli” (bar d’incontri con annesse camere). Più di 30 in Ticino e di cui 7 sono appena stati chiusi in seguito all’inchiesta coordinata dal Procuratore generale John Noseda. Un dossier che l’accoppiata Balestra (ex PG) e Gigio Pedrazzini (ex capo del Dipartimento istituzioni) non avevano mai preso in mano seriamente. Adesso in seguito all’accoltellamento di Bissone (probabilmente tra “magnaccia” dell’est) sono nate diverse inchieste, che si sono allargate per creare un unico filone. La prima riguarda la tratta delle ragazze dell’est (rumene e bulgare in particolare) controllate dalle mafie dell’est. Tratta diventata più perniciosa da quando le regole a livello federale hanno vietato l’ingresso delle ragazze non-UE (brasiliane e dominicane ad esempio). A questo si aggiunge l’inchiesta sul riciclaggio dei soldi. Anche se non è chiaro come mai le mafie dovrebbero riciclare i soldi “sporchi” in attività poco “pulite” come la prostituzione. Infine, il gruppo della polizia TESEU da diverso tempo svolge dei controlli per verificare se le ragazze sono regolarizzate e annunciate. Pagamento delle imposte e controlli sanitari annessi. Intanto i vari moralizzatori (una rumorosa minoranza) hanno colto la palla al balzo per campagne “politiche” bigotte. Ci si è scagliati contro i manifesti “scoprimi”, che hanno avuto sicuramente una brutta tempistica, ma che non erano assolutamente volgari. O almeno non più di altre pubblicità. Oppure vogliamo arrivare alla prostituzione per strada, come in Italia a causa della legge Merlin verso la quale Indro Montanelli si è scagliato in tutta la sua eleganza giornalistica: « ... in Italia un colpo di piccone alle case chiuse fa crollare l’intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli, la Fede cattolica, la Patria e la Famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre istituzioni trovavano la più sicura garanzia... » Nel frattempo sembrerebbe che a livello cantonale la Legge sulla prostituzione sia in arrivo… (Boris Bignasca).