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Interrogazioni

Sanzioni per avvocati e notai condannati penalmente | 30 marzo 2012

INTERROGAZIONE

 del 30 marzo 2012

 Sanzioni per avvocati e notai condannati penalmente

L’avv. Tuto Rossi di Bellinzona è stato condannato dal Tribunale penale del Cantone Ticino “a 22 mesi di carcere sospesi per amministrazione infedele qualificata, per il buco multimilionario provocato nel 2001 in BancaStato, quando [ne] era vicepresidente” (Corriere del Ticino, 23.8.2011). Tutti i ricorsi contro la sentenza sono stati respinti, per cui essa è definitivamente passata in giudicato.

Tuttavia egli continua ad esercitare la sua professione, nonostante il fatto che la Camera dell’avvocatura e del notariato del Tribunale d’appello avesse ordinato all’avv. Rossi il divieto di esercitare la professione di avvocato. Questa decisione è stata però annullata il 18.8.2011 dalla Commissione di ricorso sulla magistratura che ha ritenuto che la radiazione “non abbia più alcuna giustificazione giuridica” (cfr. CdT, 23.8.2011).

 I firmatari del presente atto parlamentare sono dell’avviso che, in generale, la verifica della adeguatezza della legislazione e dell’efficienza della sua applicazione debba essere effettuata sulla base di casi pratici. Per questa ragione si chiede tale verifica in relazione a un caso concreto, quello dell’avv. Tuto Rossi. Esso è emblematico proprio per via della sua particolare gravità. La verifica non dovrebbe essere ostacolata dal rispetto della privacy perché il caso è ben noto (cfr. diversi media ticinesi nell’agosto 2011). Lo è anche la sentenza di riammissione, visto che lo stesso avvocato Rossi l’ha resa pubblica fornendo tuttavia solo alcune frasi della relativa motivazione. Inoltre, è di interesse pubblico – anche perché proprio di recente il Gran Consiglio ha deciso di riconoscere ancora lo statuto di “corporazione di diritto pubblico” all’Ordine degli avvocati –  spiegare se siamo di fronte a una cattiva applicazione della legislazione vigente oppure se vi siano lacune a livello di legge (cantonale e/o federale) che andrebbero colmate.

Pertanto, si chiede al Consiglio di Stato:

1. Per quale motivo la radiazione dell’avv. Tuto Rossi dall’albo degli avvocati è stata annullata? Si chiede, in particolare, di rendere pubblica l’intera motivazione della sentenza.

 2. Quali sono le misure possibili per impedire che in futuro persone condannate penalmente possano continuare ad esercitare la professione di avvocato e di notaio malgrado la condanna subita? Se si tratta di misure di diritto cantonale, come attuarle? Se si tratta invece di misure di diritto federale, il Consiglio  di Stato intende farsi promotore di una revisione della legislazione federale?

3. Quali misure legislative sono possibili per impedire che, continuando a ricorrere, un avvocato e/o notaio condannato possa guadagnare diversi anni di tempo per poi ottenere che la sua radiazione diventi superflua per decorso del tempo?

4. Quali misure legislative sono possibili per garantire il rispetto del principio di parità di trattamento rispetto alla clientela dei banchieri e dei fiduciari che, se condannati oppure riconosciuti colpevoli anche di mancanze non rilevanti penalmente, per diversi anni vengono esclusi dalla professione?

 Nenad Stojanovic e Ivan Cozzaglio